Comunicato stampa Family International Monitor e Covid 19

“In questa straordinaria circostanza generata dalla pandemia Coronavirus a livello mondiale, anche Il Family International Monitor è interpellato direttamente dai radicali cambiamenti che la pandemia ha innescato”




Inizia così la nota divulgata dal Family International Monitor, l’osservatorio internazionale sulla famiglia creato nel 2018 dal Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, l’Università Cattolica di Murcia e il Centro Internazionale Studi Famiglia di Milano, in cui i Presidenti delle tre istituzioni fondatrici, mons. Pierangelo Sequeri, Josè Luis Mendoza e don Antonio Rizzolo, mettono in luce le reazioni che la pandemia da Covid 19 sta provocando nel sistema famigliare a livello economico, relazionale e sociale.


“La collettività – si legge nel testo - ha affidato alla famiglia un compito decisivo per il bene comune, chiedendo ad ogni casa di diventare un porto sicuro. La prima risorsa messa in gioco sono state quindi proprio le relazioni familiari, la loro resistenza, tenuta, solidità e flessibilità. Al termine dell’emergenza probabilmente molti faranno tesoro della bellezza della prossimità familiare sperimentata, ma per molti ci sarà bisogno di aiuto, sostegno relazionale, riparazione da conflitti e scontri relazionali che la vicinanza forzata avrà sicuramente generato. Sarebbe un grave errore non sostenere le famiglie e le loro relazioni, nel non facile percorso verso una normalità che certamente non sarà uguale a prima.”


Non manca inoltre il riferimento alle categorie più fragili, le principali vittime della pandemia e delle conseguenti misure di contenimento sociale adottate, che infieriscono maggiormente e in modo drammatico su chi si trovava già in grave precarietà e vulnerabilità sociale, economica e sanitaria (anziani, malati, disabili, senza fissa dimora, emarginati), in misura profondamente diversa a seconda dei contesti territoriali ed economici di riferimento.

“Un conto è rimanere “chiusi in casa” in una villetta con giardino, altro è essere “costretti al chiuso” in una bidonville delle megalopoli africane o sudamericane. Le strategie di contenimento della pandemia non possono certo essere le stesse adottate nelle metropoli della Lombardia o nelle villette dei quartieri residenziali degli Stati Uniti”.


Certamente, conclude il testo, per prendersi cura dei nuovi scenari che questa crisi epocale sta delineando sarà necessario valorizzare e potenziare la grande capacità di mobilitazione e di supporto che la società civile e tutto il sistema delle relazioni di aiuto hanno dimostrato in questo periodo, reinventandosi anche con nuove forme di aiuto a distanza, “per rendere meno ultimi gli ultimi” e contenere quella spinta alla “cultura dello scarto che può impossessarsi di persone, sistemi organizzativi, governi”.


All’interno del più generale obiettivo di leggere il ruolo della famiglia nell’umanizzazione della società contemporanea, il Family International Monitor si sta occupando, nel triennio 2019-2021, del tema famiglia e povertà, considerandone gli aspetti di povertà relazionale (con un primo report nel 2020) e di povertà economico-strutturale (con un report conclusivo nel 2021).


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