I pericoli dei lockdown in Africa

Secondo un nuovo sondaggio quasi 7 persone su 10 in tutta l'Africa avrebbero un problema di accesso al cibo e all'acqua durante la quarantena



Più di due terzi degli intervistati in 20 nazioni africane hanno dichiarato che avrebbero difficoltà ad accedere al cibo e all'acqua se fossero costretti ad autoisolarsi per 14 giorni in mezzo alla pandemia di coronavirus, secondo un nuovo rapporto che suggerisce che un picco di contagi e la diffusione di disposizioni di quarantena domiciliare colpirebbero il continente in modo particolarmente duro.


L'indagine - pubblicata martedì nell'ambito di un più ampio rapporto della" Partnership for Evidence-Based Response to COVID-19", una partnership internazionale guidata, tra gli altri, dal Centro Africano per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), dal World Economic Forum e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità - ha rilevato che il 69% degli oltre 20.000 intervistati in 20 nazioni africane avrebbe un problema di accesso alle risorse durante una quarantena di due settimane. Più della metà (51%) afferma di essere a corto di denaro.


L'intervistato medio terminerebbe i soldi in 12 giorni e il cibo in 10, mentre le famiglie a basso reddito rimarrebbero senza entrambi in meno di una settimana. Questi risultati descrivono la situazione delicata dei governi africani che si trovano nella situazione di percorrere una linea particolarmente sottile tra l'esigenza di costringere i residenti a rimanere a casa e la promozione di un'attività economica sufficiente a sostenere le famiglie a basso reddito.


Secondo il CDC Africa, più di 49.000 casi di coronavirus sono stati confermati in tutto il continente. Più di 1.900 persone sono morte. Gli esperti hanno notato che l'epidemia non è stata così grave in Africa come in molte altre parti del mondo. Il rapporto attribuisce questo decorso in parte alla popolazione relativamente giovane del continente, con un numero più limitato di persone anziane e ad alto rischio. Nell'Africa subsahariana, solo il 3% della popolazione ha almeno 65 anni, a fronte del 20% registrato dall'Unione Europea.

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