Implementare il Piano di Sviluppo Nazionale del 2030 attraverso una lente famigliare

Imelda Diouf, Direttrice del Sekwele Centre for Family Studies, Brooklyn, Pretoria, Sudáfrica


Il Covid-19 ha obbligato le nazioni ad agire collettivamente. Il presidente ha parlato, le truppe sono state radunate, i filantropi stanno emergendo e le persone sono state placate, almeno temporalmente. Il Sud Africa è in prima linea per quanto riguarda le comunicazioni del governo gestite, l’estensione dei test, l'alloggio temporaneo per i senza tetto, i sussidi sociali distribuiti e il settore bancario in riflessione, anziché esigendo. Il Covid-19 mostra che la collettività può agire!


Questo ovviamente pone la domanda: perché abbiamo atteso sino a marzo del 2020 per vedere azioni decise in risposta alla crisi? La violenza di genere e i livelli eccessivi di criminalità, il 55% della popolazione che vive in situazioni di povertà, quasi il 50% dei bambini che accede al primo anno di scuola e la abbandona prima di terminare le superiori, la crisi idrica, più di 6 milioni di disoccupati, gli infiniti salvataggi di entità appartenenti allo stato e delle condizioni “spazzatura”. Si tratta di crisi di minore entità o noi, come nazione, non abbiamo sufficiente volontà di agire? Il Covid-19 presenta un’opportunità di osservare il modo in cui un problema quasi insuperabile più essere affrontato. Senza comprendere la profondità e l’estensione del problema e senza sufficienti prove empiriche per supportare un piano di azione verso una soluzione, siamo in grado di agire con decisione e uniti.


Abbiamo redatto leggi, abbiamo persuaso e minacciato le persone affinché tornassero a casa, dalle loro famiglie, chiedendo che le famiglie e le unità domestiche funzionassero in un modo che supporti l’ampiamente sconosciuta soluzione finale priva di limiti temporali. Il Piano di Sviluppo Nazionale del 2030 (NDP 2030 - National Development Plan 2030), il programma nazionale del Sud Africa, elenca una miriade di problemi che vanno risolti in un lasso di tempo stabilito: l’alto livello di disoccupazione, la corruzione, un’economia non sostenibile, le infrastrutture inadeguate, un sistema di sanità pubblica che non può rispondere alla domanda, per citarne alcuni. Il Piano Our Future-make it work va realizzato per mezzo di azioni critiche di attori chiave, includendo le persone che sono attualmente chiuse in casa, soprattutto con le famiglie. Un merito dell’NDP 2030 consiste nel focalizzarsi sul rafforzamento della famiglia. Alcuni stralci del Piano indicano una ragionevole aspettativa dal punto di vista della famiglia. Si menziona la protezione sociale, che porta solidarietà sociale, assicurando gli standard abitativi basici, un ruolo nell’aiuto nella gestione dei rischi di vita, una nutrizione adeguata e una dieta essenziale per un corretto sviluppo fisico e mentale, oltre al fatto di spezzare il ciclo della povertà. Inoltre, si parla di risultati a lungo termine sulla salute provocati dallo stile di vita, la dieta ed i livelli nutrizionali, l’educazione, il comportamento sessuale, l’esercizio e il livello della violenza sono descritti. Infine, si considerano altresì le questioni dell'educazione sessuale, la nutrizione, l’esercizio e la lotta contro l'abuso di alcol e tabacco, che devono essere promosse dalle famiglie.


Si tratta di azioni critiche che devono essere affrontate, partendo dal livello famigliare; con famiglie rafforzate ed equipaggiate per gestire i problemi della società e l’indebolimento dei sistemi di governo. L’educazione dei bambini aldilà all’aula, comportamenti non violenti che si apprendono in famiglie armoniose, sogni imprenditoriali e risorse condivise che sono trasmessi tra le generazioni, la cura e la protezione o l’infrastruttura aldilà dei muri elettrificati, norme e valori che non dipendono da leggi e tribunali anti-corruzione. L’NDP 2030 descrive ulteriormente un patto sociale che, in essenza, è un “accordo tra persone individuali in una società o tra le persone ed il loro governo che definisce i diritti e i doveri di ciascuna parte mentre al contempo costruisce la solidarietà nazionale”. Il problema, con questo tipo di contratto/accordo, è che, tuttavia, non viviamo come individui. Viviamo in unità domestiche, principalmente con una famiglia. Le preoccupazioni e i bisogni della nostra famiglia spesso si estendono oltre le quattro pareti fino al gruppo di persone che costituiscono la nostra unità di funzione affiliata. Pertanto, la domanda deve essere: “con chi si costruisce questo patto sociale? Con individui, gruppi, comunità?”


La risposta potrebbe trovarsi in un altro dettaglio del NDP 2030: quello di una cittadinanza e una leadership attive verso un patto sociale che non inizia con un presidente che sta alla guida (anche in modo decisivo), o con politici che approvano leggi che possono capire o meno, o con leader religiosi che viaggiano verso la verità per mezzo di fatti sociali che sono verità o verità distorte, o con individui carismatici con programmi disonesti che attirano sostenitori. La cittadinanza e la leadership attive, in essenza, hanno il proprio principale fondamento nelle nostre case, insieme ad una unità funzionale di famiglia. Inoltre, appare evidente che il patto sociale è tra lo Stato e le famiglie; non gli individui e non la comunità che è altrettanto forte e debole quanto lo sono le famiglie e i membri che le compongono. Il patto sociale deve essere con famiglie che sono lì - secondo l’obiettivo del Libro Bianco sulle Famiglie del 2013 (White Paper on Families)- per: “Migliorare le capacità delle famiglie e dei loro membri di stabilire interazioni sociali che apportino un contributo significativo verso un senso di comunità, coesione sociale e solidarietà nazionale”. Le famiglie devono essere supportate laddove stanno già lottando e devono essere rafforzate quando sono sotto minaccia. Diversi processi di formulazione di politiche, per esempio il Piano di Ricostruzione e Sviluppo (RDP- Reconstruction and Development Plan) e la strategia di stato per la Crescita dell’Impiego e la Ridistribuzione (GEAR - Growth Employment and Redistribution) affermano che le questioni economiche non possono/non devono essere perseguite a discapito delle questioni sociali; la politica economica non può essere separata dalla politica sociale, che è principalmente diretta ai membri che costituiscono le famiglie e i nuclei domestici. Ma si consiglia un approccio cauto alla famiglia, perché sebbene “la famiglia possa essere percepita come un’unità di amore, cura e stabilità, è anche l'unità che legittima l’oppressione e la crudeltà in nome del possesso di uno spazio privato di fronte allo Stato”. Tuttavia, se sappiamo che questo è potenzialmente lo spazio della violenza domestica e dell’abuso a danno di individui deboli, inclusi i bambini, le donne, le persone anziane e disabili, perché non ci focalizziamo sul rafforzamento della capacità di questo spazio? Perché non dovremmo voler costruire l’unità di cura per i nostri membri costituenti? Il nostro attuale scenario di quarantena potrebbe non essere l’ultima occasione in cui ci viene richiesto di “tornare” a casa. Indossare le lenti della famiglia fornisce l’opportunità di vedere già aldilà del Covid-19.


Il Sud Africa deve prestare attenzione alla promozione di un patto sociale che rafforzi le famiglie e le ponga al centro dello sviluppo. Ammettere i nostri errori dettati da una mentalità compartimentata. Tornare alle basi. Migliorare le condizioni delle unità domestiche, ma anche delle persone, delle famiglie che vivono tra quelle quattro pareti. Le famiglie rafforzate hanno l’abilità di supportare le azioni critiche per l’implementazione del NDP 2030. Il focus sulla famiglia è il catalizzatore per il cambiamento.

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