La povertà come concetto multidimensionale.

Georgia Casanova, coordinatrice delle attività di ricerca del Family International Monitor.



Negli ultimi decenni, la visione della povertà come un concetto complesso ed articolato è ampiamente accettata e sostenuta dalla letteratura internazionale (per fare qualche esempio: Narayan et al., 2000; Atkinson, 2003, 2019; Bourguignon e Chakravarty, 2003; Alkire & Foster, 2011; Ferreira, 2011; Ravallion, 2011; Whelan et al., 2014; Banca mondiale 2017, 2018). Ma è dalla pratica di vita quotidiana che arriva la principale conferma di una povertà in cui gli aspetti economici si interfacciano con altri elementi quali ad esempio la dimensione educative, sociali e di salute.

Negli ultimi decenni, complici le crisi economiche internazionali, nelle agende politiche si sono moltiplicati i piani di sviluppo per il contrasto della povertà multidimensionale (es. “Trasformare il nostro mondo l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” e Il “Terzo piano d’azione decennale per l'eradicazione della povertà (2018-2027)”.È importante sottolineare che un resoconto completo della natura multidimensionale della povertà non si occupa solo delle sue molteplici manifestazioni, ma anche delle loro intrinseche interconnessioni (Atkinson, 2019).


Attualmente al centro del dibattito rimangono ancora l’identificazione delle dimensioni che esplicitano il concetto di povertà, e conseguentemente quali indicatori specifici debbano essere utilizzati per poter misurarla(Tsui,2002, Duclos,2006).


La proposta del Global multidimentional poverty index.


Dal 2010, Il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, in collaborazione con l’Università di Oxford ha elaborato l’indice multidimensionale della povertà (MPI). Attraverso questo indice, L’ONU annualmente propone la misurazione e l’osservazione della distribuzione della povertà multidimensionale nelle regioni in via di sviluppo del mondo. L’ultimo aggiornamento è stato pubblicato a Luglio 2020. In questo contesto appare interessante analizzarne l’apparato concettuale proposto ed i risultati principali.

  1. MPI: l’apparato concettuale e metodologia

L’indice globale multidimensionale di povertà 2020 utilizza l’indice rivisto nel 2018, alla luce dell’esperienza empirica effettuata nei precedenti sette anni di rilevazione. La revisione è stata effettuata per tenere conto dei progressi nella disponibilità dei dati nelle microindagini, e parallelamente per allineare l’indice agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). La necessità di un aggiornamento metodologico e strutturale dell’indice evidenzia, ancora una volta, la complessità e articolazione dell’apparato concettuale di riferimento.

Fin dalla sua istituzione nel 2010, il global MPI ha utilizzato 10 indicatori, riferiti a tre dimensioni ponderate utilizzate anche nell'indice di sviluppo umano dell'UNDP: salute istruzione e tenore di vita. (tabella 1)



Attraverso l’attribuzione di pesi specifici ai diversi indicatori, e al calcolo della media ponderata , il MPI calcola un profilo di deprivazione per ogni persona. Una persona è considerata povera se risulta deprivata in almeno un terzo dei indicatori ponderati. Infine, l’MPI del paese è dato dal rapporto tra incidenza di povertà ( % persone povere) e intensità di povertà ( media del punteggio di deprivazione dei singoli individui poveri).

Nel 2020, l’indice globale multidimensionale di povertà ha i dati di 107 paesi con un diverso tasso di ricchezza. In particolare, in base ai dati economici della Banca Mondiale 2020, partecipano 28 paesi a basso reddito, 76 paesi a medio reddito, e solo 3 paesi ad alto reddito.

  1. MPI 2020: sintesi dei principali risultati

Nel 2020, si evidenziano trend di miglioramento delle condizioni di povertà multidimensionale in 65 paesi, in particolare tra i paesi a maggior basso reddito. In particolare l’India ha dimezzato la popolazione, per lo più bambini, in povertà multidimensionale. A discapito di questi buoni risultati, in un terzo dei paesi la condizione di povertà multidimensionale risultano stabili. Inoltre in 14 paesi ( per lo più Sub-Sahariani) il numero assolut odi persone deprivate è aumentato, anche se il loro valore nazionale di povertà multidimensionale è diminuito, a causa dell’aumento della popolazione.

I risultati del rapporto IMP globale 2020 offrono altri particolari spunti di riflessione. Li sintetizziamo brevemente nel box 1, rinviando ogni approfondimento al report completo.





L’indice multidimensionale di povertà offre interessanti spunti di riflessione utili al dibattito attivo sull’Osservatorio internazionale sulla Famiglia. Vediamo sinteticamente quali:

Innanzitutto, la conferma della necessità di una visione multidimensionale della povertà e la necessità di allargare il gruppo di dimensioni multidimensionali da prendere in considerazione, al fine di garantire una maggiore completezza ed esaustività della definizione di un fenomeno altamente complesso, quale quello della povertà. Secondariamente il report MPI evidenzia come i trend di povertà multidimensionale non seguano i trend di reddito, sottolineando come il tema della povertà sia una questione rilevante anche nei paesi tradizionalmente considerati “più ricchi”. Infine l’approccio sintetico quantitativo, intrinseco nella definizione di un indice offre importanti spunti di scenario, ma per contro non permette un maggiore approfondimento del tema e delle dinamiche socio economiche del fenomeno. Tali considerazioni rinforzano le scelte compiute nel percorso di indagine FIM 2020-2021 sul tema “Famiglia e Povertà” proponendo un modello di studio qualitativo multidimensionale ampio e articolato, che si propone di osservare e comprendere in profondità elementi strutturali del fenomeno, che possano anche -utilizzando un approccio integrativo- sostenere l’interpretazione degli spunti offerti dai dati quantitativi sintetici.


BIBLIOGRAFIA SELEZIONATA

Alkire, S. and Foster, J. (2011). Counting and multidimensional poverty measurement. Journal of Public Economics, 95(7-8):476–487.

Alkire, S., & Foster, J. (2011). Understandings and misunderstandings of multidimensional poverty measurement. Journal of Economic Inequality, 9(2), 289-314

Atkinson, A. B. (2003). Developing comparable indicators for monitoring social inclusion in the European Union. In R. Hauser, & I. Becker (Eds.), Reporting on income distribution and poverty (pp. 175-191). Berlin: Springer.

Atkinson, A. B. (2019). Measuring poverty around the world. New Jersey: Princeton University Press.

Bourguignon, F., & Chakravarty, S. R. (2003). The measurement of multidimensional poverty. Journal of Economic Inequality, 1(1), 25-49

Duclos, J. Y., Sahn, D. E., & Younger, S. D. (2006). Robust multidimensional poverty comparisons. The economic journal, 116(514), 943-968.

Ferreira, F. H. (2011). Poverty is multidimensional. But what are we going to do about it? Journal of Economic Inequality, 9(3), 493-495.

Narayan, D., Patel, R., Schafft, K., Rademacher, A., and Koch-Schulte, S. (2000). Can anyone hear us?: Voices of the poor. Oxford Univ. Press, Oxford.

Ravallion, M. (2011). On multidimensional indices of poverty. Journal of Economic Inequality, 9(2) 235–248.

Tsui, K. Multidimensional poverty indices. Soc Choice Welfare 19, 69–93 (2002). https://doi.org/10.1007/s355-002-8326-3

Whelan, C. T., Nolan, B., & Maitre, B. (2014). Multidimensional poverty measurement in Europe: An application of the adjusted headcount approach. Journal of European Social Policy, 24(2), 183-197.

World Bank. (2017). Monitoring global poverty: Report of the commission on global poverty. Washington, DC: World Bank.

World Bank. World Bank. (2018). Poverty and shared prosperity 2018: Piecing together the poverty puzzle. Washington, DC: World Bank.





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