Messaggio di José Luis Mendoza Pérez alla presentazione del Report 2020

Con i dati di questo primo rapporto, un importante servizio viene reso alla Chiesa e a tutta l'umanità in tutti e 5 i continenti, e specialmente nei paesi più poveri della Terra, come ci ha indicato papa Francesco quando ci ha parlato dell'importanza di una "Chiesa che va avanti". Mi congratulo anche con tutte le università che, grazie alle loro ricerche, permettono di raggiungere gli obiettivi fondamentali del Family International Monitor come centro di analisi, ricerca e formazione sulla situazione della famiglia nel mondo di oggi; questo approccio disciplinare lo svolgiamo dal punto di vista economico, giuridico, pastorale, sociologico e psicologico.


Tutti conosciamo l'importanza della famiglia cristiana come nucleo fondamentale della società, come fonte di vita e di salvezza, avendo sempre come modello la Sacra Famiglia di Nazareth, in cui Gesù, Giuseppe e Maria vissero in preghiera, umiltà e semplicità. Non c'è dubbio che la famiglia cristiana, come fonte di carità fraterna, è la speranza della nostra società e dell'umanità.  Per questo motivo, nella nostra università siamo solidali con i più bisognosi, i più poveri, i malati che Dio ci chiama a servire, aiutare e amare. Uno dei pilastri fondamentali della nostra università è la ricerca scientifica e tecnica alla luce della Verità rivelata in Cristo. Questo ci permetterà di mettere in atto, attraverso il Family Monitor, strategie che permettono uno studio approfondito del sapere scientifico, umano e cristiano, e del comportamento etico delle nuove generazioni.


Attraverso il FIM intendiamo innovare e modernizzare il compito che svolgiamo, tenendo conto dei cambiamenti demografici, dei processi di internazionalizzazione, della globalizzazione economica, nonché delle nuove tecnologie dell'informazione che la rivoluzione tecnologica produce nel campo della comunicazione, che comporta nuovi approcci didattici e di ricerca, come lo sviluppo dell'approccio multimediale, online, face-to-face e del blendend learning, il lavoro di ricerca sulla famiglia in rete, la tele-informazione, i centri di autoapprendimento, la cosiddetta "università virtuale" che abbiamo già istituito a livello internazionale insieme al Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per la Famiglia, e con la Pontificia Accademia per la Vita, attualmente disponibile in 85 Paesi.


La persona umana è quindi il punto di partenza e di arrivo della nostra missione, e la nostra missione si concentra sulla persona umana, e a questo scopo mette a disposizione le risorse necessarie per offrire il suo contributo scientifico. E poiché l'uomo si scopre solo attraverso le relazioni umane, le prime e più essenziali delle quali sono le relazioni familiari, è proprio all'Istituzione Famiglia che vogliamo dedicare una parte importante del nostro lavoro: la famiglia, infatti, è l'unità fondamentale della società, il luogo naturale per ricevere la vita e per proteggere ed educare i nuovi membri della società. Questa è la base della partecipazione dell'Università Cattolica al progetto del Family International Monitor. Mi congratulo ancora una volta con la rete di enti che collaborano alla realizzazione delle prime ricerche sul modo in cui la povertà relazionale ed economica influisce sulle dinamiche familiari.


Grazie al professor Belletti per il grande lavoro che sta facendo; grazie a P. Javier Belda, che coordina tutti i progetti dell'Università con la Santa Sede; grazie a José Alberto Cànovas, che gestisce l'Osservatorio Mondiale delle Famiglie qui a Murcia. Che Dio benedica questo Osservatorio Internazionale della Famiglia e che lo Spirito Santo lo guidi, per il bene di tutta la Chiesa e di tutta l'umanità.




José Luis Mendoza Pérez

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