Rich countries and family policies: at what stage are we?

UNICEF analyses family policies in the 41 world’s richest countries. And it discovers that there is still a long way to go...


Family policies have two objectives: to help children to spend in the best possible way the first years of their lives, which are fundamental for their development, and to allow their parents to find the best balance between their presence in the world of work and their educative role. Starting from this definition, the UNICEF report focuses on two main aspects of family policies in the 41 world’s richest countries: childcare leave for parents and early childhood education and care for children aged 0 to 6.

**Maternity leave greatly varies in terms of duration and percentage of salary. The average in OECD and EU countries is 18-20 weeks. Nevertheless, maternity leave is a widely used instrument (40 out of 41 countries, the United States is the only country that does not have a national policy on maternity leave). In all cases, it is a leave linked to the participation of the mother in the labour market.

** Paternity leave is available only in 26 out of 41 countries taken into account; it is a much shorter leave, generally 1-2 weeks. Japan is the country with the longest paternity leave (30 weeks), but only 5.14% of fathers use it: according to a 2017 research, 45% of fathers did not want to use it and 35% of them stated that they were unable to take it due to organisational reasons or to discrimination in the workplace.

** Breastfeeding. Scarce, only 25% of children born in Europe are still breastfed 6 months after birth, as opposed to 43% of children born in Asia. Breastfeeding is negatively linked to the mother’s return to work and to her education.

** Education and care in early childhood. While access to school and to preschool education for children aged 3 to 6 years is higher than 50% in all countries, access to services for earliest infancy is much more critical. Parents’ preferences, cultural norms and the availability of members of the family to take care of children are the main reasons for the lack of access to services for children aged 0-3. Last but not least, the main reason is the cost of the services concerned: for 22% of British families, the costs are the main reason for the non-registration to crèche.

In sum, the data show a light and dark situation, with various aspects (such as the quality of early childhood services) that are unmonitored and cannot be compared among them, while the quality of care services for early childhood is by now considered as one of the main factors against educative poverty and as a tool to reduce inequalities.

Therefore, UNICEF recommendations, at the end of the report, concern the strengthening of some specific areas:

- To ensure an obligatory maternity and paternity leave paid at national level.

- To remove the obstacles that are still impeding to take parental leaves, especially paternity leaves.

- To allow all children to access to childcare centres which must be high-quality, appropriate and economically affordable for families.

- To ensure that mothers can breastfeed also after their return to work.

- To collect more and better-quality data on family policies, so that the programmes can be monitored and policies can be compared.

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Full report HERE. ITALIAN

Paesi ricchi e politiche familiari: a che punto siamo?

UNICEF analizza le politiche familiari nei 41 Paesi più ricchi del mondo. E scopre che c’è ancora molta strada da fare…

Le politiche familiari hanno un duplice obiettivo: aiutare i bambini a trascorrere nel modo migliore i primi anni di vita, fondamentali per il loro sviluppo, e consentire ai genitori di avere il bilanciamento ottimale tra la propria presenza nel mondo del lavoro e il proprio ruolo educativo. A partire da questa definizione, il report UNICEF si concentra su due aspetti principali delle politiche familiari nei 41 Paesi più ricchi del mondo: permessi parentali (chidlcare leave for parents) e sistemi di accoglienza per i bambini 0-6 anni.

**Il congedo di maternità varia enormemente per durata e per percentuale di stipendio percepito. La media nei Paesi OCSE e UE è di 18-20 settimane. Tuttavia, il congedo di maternità è uno strumento ampiamente utilizzato (40 Paesi su 41, gli Stati Uniti sono l’unico paese che non ha una politica nazionale sul congedo di maternità). In tutti i casi, si tratta di un congedo legato alla partecipazione della madre al mercato del lavoro.

** Il congedo di paternità è disponibile solo in 26 Paesi sui 41 presi in considerazione; si tratta di un congedo molto più breve, in genere 1-2 settimane. Il Giappone è il Paese con il congedo di paternità più lungo (30 settimane), ma solo il 5,14% dei padri ne usufruisce.: secondo un’indagine del 2017, il 45% dei padri non voleva utilizzarlo e il 35% dichiarava che non era in grado di prenderlo, per motivi di organizzazione o di discriminazione sul luogo di lavoro

** Allattamento al seno. Scarso, solo 25% dei bambini nati in Europa viene allattato ancora al seno a 6 mesi dalla nascita, contro il 43% dei bambini nati in Asia. L’allattamento al seno è negativamente correlato con il rientro della madre al lavoro e con il titolo di studio della madre.

** Educazione e cura nella prima infanzia. Mentre l’accesso alla scuola e ai centri pre-scuola dai 3 ai 6 anni supera in tutti i Paesi il 50%, molto più critico è l’accesso ai servizi per la primissima infanzia. Preferenze genitoriali, norme culturali e la disponibilità di membri del nucleo familiare che si prendano cura dei bambini sono i motivi principali per il mancato accesso ai servizi 0-3. Accanto, e non da ultimo, al motivo principale che è il costo dei servizi in questione: per il 22% delle famiglie britanniche i costi sono il motivo principale della mancata iscrizione al nido.

Dai dati emerge insomma un quadro in chiaro scuro, con molti aspetti (come per esempio la qualità dei servizi per la prima infanzia) non monitorati o non comparabili tra loro, mentre la qualità dei servizi di cura della prima infanzia è ormai ritenuto come uno dei fattori principali contro la povertà educativa e strumento per colmare le disuguaglianze.

Le raccomandazioni di UNICEF al termine del report riguardano dunque il rafforzamento di alcuni ambiti specifici:

- Assicurare un congedo di maternità e di paternità obbligatorio e retribuito a livello nazionale

- Rimuovere le barriere che ancora oggi impediscono di prendere i congedi parentali, soprattutto quelli di paternità

- Permettere a tutti i bambini di accedere a centri per l’infanzia che siano di alta qualità, appropriati ed economicamente accessibili per le famiglie

- Assicurarsi che le madri possano allattare al seno anche in seguito al ritorno al lavoro

- Raccogliere dati in quantità maggiore e di migliore qualità sulle politiche familiari, così che i programmi possano essere monitorati e le politiche possano essere comparate




SPANISH


Países ricos y políticas familiares: ¿en qué punto estamos?

UNICEF analiza las políticas familiares en los 41 países más ricos del mundo. Y descubre que aún queda un largo camino por recorrer...

Las políticas familiares tienen un doble objetivo: ayudar a los niños a pasar de la mejor manera posible sus primeros años de vida, fundamentales para su desarrollo, y permitir que los padres tengan el equilibrio óptimo entre su presencia en el mundo laboral y su papel educativo. Partiendo de esta definición, el informe de UNICEF se centra en dos aspectos principales de las políticas familiares en los 41 países más ricos del mundo: permisos parentales (childcare leave for parents) y sistemas de cuidado de los niños de 0 a 6 años de edad.

** El permiso de maternidad varía mucho en duración y porcentaje de salario percibido. La media en los países de la OCDE y la UE es de entre 18 y 20 semanas. Sin embargo, el permiso de maternidad es una herramienta muy utilizada (40 países de 41, Estados Unidos es el único país que no tiene una política nacional sobre la baja por maternidad). En todos los casos, se trata de un permiso vinculado a la participación de la madre en el mercado laboral.

** El permiso de paternidad solo está disponible en 26 de los 41 países considerados; se trata de un permiso mucho más breve, generalmente de una a dos semanas. Japón es el país con el permiso de paternidad más largo (30 semanas), pero solo el 5,14% de los padres lo disfrutan: según una encuesta realizada en 2017, el 45% de los padres no querían utilizarlo y el 35% de ellos declaraban que no podían cogerlo, por motivos de organización o discriminación en el lugar de trabajo.

** Lactancia materna. Escasa, solo el 25% de los niños nacidos en Europa siguen siendo amamantados 6 meses después de nacer, frente al 43% de niños nacidos en Asia. La lactancia materna está relacionada negativamente con la reincorporación de la madre al trabajo y con los estudios de la madre.

** Educación y cuidado en la infancia temprana. Si bien el acceso a la escuela y a centros preescolares entre los 3 y los 6 años supera en todos los países el 50%, mucho más crítico es el acceso a los servicios para la primera infancia. Preferencias de los padres, normas culturales y la disponibilidad de los miembros del núcleo familiar para cuidar de los niños son los motivos principales de la falta de acceso a los servicios de 0 a 3 años. Por último, aunque no menos importante, la razón principal es el coste de los servicios en cuestión: para el 22% de las familias británicas, los costes son el motivo principal para no asistir a la guardería.

En resumen, los datos muestran una imagen con claroscuros, con muchos aspectos (como, por ejemplo, la calidad de los servicios para la infancia temprana) que no son supervisados o no son compatibles entre sí, mientras que la calidad de los servicios de atención a la infancia temprana se considera actualmente uno de los factores principales de lucha contra la pobreza educativa y una herramienta para reducir las desigualdades.

Por consiguiente, las recomendaciones de UNICEF al final del informe hacen referencia al fortalecimiento de algunos aspectos específicos:

- Garantizar un permiso de maternidad y de paternidad obligatorio y remunerado a nivel nacional.

- Eliminar las barreras que aún hoy impiden disfrutar los permisos parentales, especialmente el de paternidad.

- Permitir que todos los niños tengan acceso a centros para la infancia de alta calidad, apropiados y asequibles para las familias.

- Asegurar que las madres puedan amamantar incluso después de incorporarse al trabajo.

- Recopilar más datos y de mejor calidad sobre las políticas familiares para poder supervisar los programas y comparar las políticas.

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